{"id":394,"date":"2022-10-23T15:40:01","date_gmt":"2022-10-23T12:40:01","guid":{"rendered":"https:\/\/conserbil.esteri.it\/news\/dal_consolato\/2022\/10\/l-inaugrazione-del-primo-parco\/"},"modified":"2022-10-23T15:40:01","modified_gmt":"2022-10-23T12:40:01","slug":"l-inaugrazione-del-primo-parco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/conserbil.esteri.it\/it\/news\/dal_consolato\/2022\/10\/l-inaugrazione-del-primo-parco\/","title":{"rendered":"INAUGURAZIONE PARCO ARCHEOLOGICO DI FAIDA"},"content":{"rendered":"<p>Grazie alla collaborazione con l\u2019Italia nasce a Faida, nel Governatorato di Dohuk, nel Kurdistan iracheno, il primo Parco archeologico dell\u2019Iraq. Lo hanno inaugurato il 16 ottobre scorso l\u2019Ambasciatore d\u2019Italia Maurizio Greganti, accompagnato dal Console a Erbil Michele Camerota, insieme al Ministro curdo del Turismo e delle Municipalit\u00e0 Sasan Awmi, al Governatore di Dohuk Ali Tatar, al Rettore dell&#8217;Universita&#8217; di Udine Roberto Pinton, al Direttore dell&#8217;AICS Emilio Cabasino e al Direttore UNESCO-Iraq Paolo Fontani.<\/p>\n<p>Ideatore del progetto, intervenuti alla cerimonia, il Prof. Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della missione PARTEN dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, in collaborazione con il Direttore delle Antichit\u00e0 di Duhok Dr. Bekas Brefkany. Proprio la scoperta degli eccezionali rilievi rupestri assiri di Faida sono valsi l\u2019assegnazione del premio &#8220;Khaled Al-Asaad 2020&#8221; al Prof. Bonacossi, archeologo di fama internazionale.<\/p>\n<p>Il Parco Archeologico sar\u00e0 realizzato anche grazie al finanziamento dell\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e intende contribuire sia alla preservazione del patrimonio storico del Paese che allo sviluppo del turismo culturale. Il progetto \u00e8 inoltre sostenuto dal Governo regionale del Kurdistan, ALIPH Foundation, Gerda Henkel Stiftung, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Bancaria Friuli.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta del primo intervento di valorizzazione del patrimonio archeologico in forma di &#8220;museo all&#8217;aperto&#8221; in tutto l&#8217;Iraq\u201d &#8211; ha ricordato l\u2019Amb. Greganti &#8211; \u201cad ulteriore riprova del ruolo cruciale della nostra cooperazione archeologica \u2013 sono almeno venti le missioni archeologiche italiane sparse su tutto il territorio iracheno, e di queste 18 beneficiano del sostegno del MAECI. Ma i nostri archeologi non si distinguono solo per la numerosit\u00e0 della loro presenza: \u00e8 la qualit\u00e0 delle loro attivit\u00e0 a essere determinante. La formazione degli archeologi locali, l\u2019enfasi sulla preservazione dei siti, il trasferimento di tecniche e lezioni apprese li rendono risorse irripetibili per le comunit\u00e0 locali.\u201d<\/p>\n<p>Faida rappresenta la prima fase di un progetto pi\u00f9 ampio da realizzare entro il 2025 e destinato ad inglobare il sistema di canali e di acquedotti costruito dal Re Sennacherib nell&#8217;VIII sec. a.C. per l&#8217;irrigazione della piana di Ninive e l&#8217;approvvigionamento idrico della capitale dell&#8217;impero assiro (all&#8217;epoca la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del mondo antico). Al termine della cerimonia l\u2019Ambasciatore ha potuto visitare il sito di Faida e le limitrofe rovine di Khinnis e Jerwan, dove il team di Udine sta conducendo scavi destinati a rientrare nel medesimo progetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Grazie alla collaborazione con l\u2019Italia nasce a Faida, nel Governatorato di Dohuk, nel Kurdistan iracheno, il primo Parco archeologico dell\u2019Iraq. 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